Malawi “assetato”, Progetto Marco Intervista a radio vaticana

L’intervista presso radio Vaticana – Al microfono di Maria Cristina Montagnaro, Salvatore Spinosa, presidente di Progetto Marco, ha spiegato come si presenta la situazione in questo momento in Malawi:

Ascolta l’intervista

 

R. – Il Malawi, purtroppo, ha avuto alcuni mesi fa una grande inondazione che ha creato veramente grossi problemi all’agricoltura. In questi giorni, siamo presenti con i nostri volontari nei villaggi sperduti, a 120 chilometri da Lilongwe, la capitale. Siamo in zone veramente molto, molto impervie. Attraverso i nostri volontari stiamo portando avanti un ennesimo progetto acqua, nel senso che stiamo ripristinando tanti pozzi abbandonanti da sempre, rendendoli ricchi di acqua: sta sgorgando acqua!

D. – Come viene estratta l’acqua?

R. – La facciamo uscire da pozzi a pompa manuale: ne sono già stati ripristinati 18.

D. – Quanto tempo ci mettete a scavare un pozzo?

R. – Abbiamo comprato un’escavatrice, che è partita con il container verso il Malawi. Dipende dalle zone e dal tipo di terreno e quindi il lavoro di questa escavatrice varia da due giorni a una settimana. In più stiamo cercando anche di dare sollievo con micro-aiuti a quelle popolazioni che, ripeto, sono in zone veramente impervie e sperdute. Pensi che a noi ci chiamano gli “angeli venuti dal cielo” perché non immaginavano proprio che qualcuno potesse pensare a loro…

D. – Cosa riguardano queste piccole iniziative?

R. – Sappiamo benissimo che l’Africa è ricca di tante cose. E’ il frigorifero dell’Occidente. Noi abbiamo iniziato con l’acqua, adesso stiamo ampliando anche i nostri progetti di formazione: abbiamo già realizzato 18 scuole. Seguiamo anche piccoli progetti di artigianato, che ci hanno permesso anche di costruire dei mulini…

D. – Dove siete impegnati?

R. – Adesso siamo impegnati principalmente nella Repubblica Democratica del Congo e in Malawi. A settembre, torneremo a dare sollievo anche in Zambia: già lo scorso settembre siamo andati e abbiamo costruito diversi pozzi. Ci hanno ora chiesto di realizzare altri progetti: li valuteremo mano mano.

D. – Voi avete un sito che mostra cosa fate concretamente…

R. – Tutto ciò che diciamo, lo documentiamo. Noi siamo contro il solo credere alle parole. Chi vuole, quindi, può cliccare sul nostro sito “www.progettomarco.it”, oppure andare sulla pagine Facebook “Progetto Marco Onlus”. Non soltanto è un bene, ma è anche nostro dovere – è nostro dovere – documentare. Sappiamo benissimo che se dopo 14 anni siamo riusciti a realizzare 350 pozzi, 18 scuole e portare avanti tanti altri progetti è dovuto principalmente alla trasparenza e alla documentazione dei nostri progetti.